• mercoledì , 13 Novembre 2019

Psicoanalisi e teoria dell’inconscio di Freud

La psicoanalisi può essere brevemente definita come la teoria dell’inconscio, secondo la quale, i processi psichici, il comportamento umano e di riflesso anche le interazioni tra individui, sono influenzati da una sfera psichica che non raggiungendo la soglia della coscienza, opera in qualche modo al di fuori del nostro controllo. Fautore della teoria psicoanalitica, (su cui si fonda la disciplina della psicodinamica), è Sigmund Freud: neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco.

Sigmund Freud e la psicoanalisi

Freud, con la teoria scientifica psicoanalitica, tentò di stabilire una correlazione tra inconscio e rappresentazione simbolica dei processi reali con le strutture mentali e fisiche del corpo umano.  All’interno di questa teoria uno spazio importante, ritenuto eccessivo da altri studiosi, tanto da portare alla nascita di indirizzi e teorie alternative (lo stesso Jung suo allievo, si discosterà dal pensiero Freudiano), è rappresentato dalla componente sessuale.

Secondo Freud infatti, nella psicoanalisi, l’impulso sessuale e le sue relazioni con i cosiddetti contenuti ‘rimossi’ sono alla base dei processi interpretativi.

Partendo dallo studio sugli effetti dell’ipnosi nella cura di pazienti psichiatrici, impiegando la medesima tecnica in particolare per il trattamento dell’isteria,  Freud costruì progressivamente alcuni dei principi basilari della psicoanalisi per quanto riguarda la relazione medico-paziente (resistenza e tranfert), fino ad arrivare alle intuizioni che ne costituiscono il fulcro e il metodo di indagine, attraverso: l’analisi di  libere associazioni; atti mancati e dimenticanze; lapsus ed interpretazione dei sogni.

La psicoanalisi dunque, nasce per curare determinati disturbi mentali (che fino alla fine dell’Ottocento, venivano trattati tramite ospedalizzazioni a scopo rieducativo) indagando le dinamiche inconsce dell’individuo. A tal proposito Freud, nella sua teoria psicoanalitica, divide l’inconscio e la coscienza in tre componenti: L’Es, subconscio primordiale ed istintivo; L’ Io, ovvero la parte emersa e cosciente; e il Super-Io, che rappresenta una sorta di Super coscienza, nonché il codice di comportamento etico-morale; Sigmund Freud, ipotizzò che all’origine dei disturbi mentali, fosse riscontrabile un conflitto di base tra richieste psichiche contrastanti dovuto principalmente a tre fattori:

  • Conflitto tra principio di piacere e principio di realtà;
  • conflitto tra pulsione sessuale ed autoconservazione dell’io;
  • conflitto tra pulsione di vita e pulsione di morte (Eros e Thanatos).

La psicoanalisi dunque, si pone tra gli obiettivi principali nella sua prassi terapeutica la risoluzione del medesimo conflitto (generato come abbiamo visto, da istanze contrapposte) che diviene possibile attraverso l’indagine dell’inconscio del paziente mediante gli strumenti sopra citati (associazioni libere, atti mancati ecc.), procedimento fondamentale per ‘portare a galla’ processi mentali altrimenti inaccessibili.

Nonostante la psicoanalisi abbia rappresentato una vera e propria rivoluzione nel pensiero occidentale “moderno”, essendo di fatto il primo aiuto efficace nel trattamento di psicopatologie sotto forma di procedura psicoterapeutica, non è stata esente da aspre critiche. Molti scienziati e filosofi infatti, hanno espresso non poche perplessità riguardo la difficoltà del poter verificare empiricamente alcuni dei suoi concetti focali. Tuttavia, nel corso del tempo, sono numerose le conferme alle teorizzazioni psicoanalitiche arrivate da altre branche della psicologia e delle neuroscienze che hanno fornito una soddisfacente base sperimentale, pur screditando alcuni presupposti.

Ad oggi, benché alcuni elementi dell’originale psicoanalisi siano ormai superati, bisogna dare a quest’ultima il merito di aver aperto la strada allo sviluppo di nuove scienze e discipline, e di confermarsi tutt’ora come una delle più importanti correnti teoriche e pratiche della psicologia, nonché la più conosciuta.

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