Laterizio microporizzato, farina di legno, calce naturale e vetro riciclato si uniscono in un sistema monostrato pensato per coniugare sostenibilità, comfort abitativo e durata nel tempo.
Costruire in modo sostenibile non significa semplicemente scegliere un materiale definito “naturale” e sperare che il resto dell’edificio si adegui per buona volontà. Una parete esterna deve proteggere dal caldo, limitare le dispersioni invernali, gestire l’umidità, resistere nel tempo e garantire sicurezza.
La sostenibilità reale nasce quindi dall’equilibrio tra origine dei materiali, prestazioni energetiche, durata e semplicità del sistema costruttivo.
La Parete Respira ecologica sviluppata da T2D parte proprio da questo principio. Si tratta di una parete monostrato che combina blocchi in laterizio microporizzato e una specifica malta termica a base di calce e sfere di vetro.
Il risultato è un sistema progettato per ottenere prestazioni elevate senza ricorrere necessariamente a strati isolanti derivati dal petrolio o a composizioni eccessivamente complesse.
Che cos’è la Parete Respira ecologica?
Parete Respira® è un sistema costruttivo monostrato formato dall’integrazione tra laterizio e malta di allettamento ecologica.
Il blocco è realizzato in argilla microporizzata con farina di legno. La materia prima lignea utilizzata nel processo produttivo proviene, secondo quanto indicato da T2D, da legname reperito entro un raggio di 60 chilometri dallo stabilimento.
La malta termica Respira® è invece composta da pura calce naturale NHL 3.5 e sfere di vetro. La combinazione tra questi elementi permette di ottenere una parete omogenea, traspirante e capace di limitare i ponti termici in corrispondenza dei giunti.
La Parete Respira ecologica è disponibile sia per la realizzazione di murature portanti in zona sismica sia per murature di tamponamento. Non si tratta quindi di un singolo blocco universale, ma di una linea composta da differenti soluzioni da scegliere in funzione della struttura e delle prestazioni richieste dal progetto.
Perché viene definita una parete ecologica?
La parola “ecologico” viene utilizzata con una certa libertà nel settore edilizio. Talvolta basta inserire una foglia verde nella brochure e improvvisamente qualsiasi prodotto sembra nato in una foresta incontaminata.
Nel caso della Parete Respira, la definizione deriva dalla composizione del sistema e dalla scelta di materiali di origine minerale o naturale.
Gli elementi principali sono:
- argilla;
- farina di legno;
- calce naturale;
- sfere di vetro;
- aria contenuta nelle camere del blocco.
Il laterizio è ottenuto dalla cottura dell’argilla, mentre la farina di legno viene utilizzata per creare la microporosità del materiale. Durante la cottura la componente organica viene eliminata, lasciando all’interno del blocco una rete di piccoli pori che contribuisce alle prestazioni termiche.
La malta di allettamento utilizza calce naturale NHL 3.5, un legante caratterizzato da buona permeabilità al vapore, abbinato a sfere di vetro che alleggeriscono la miscela e ne migliorano le proprietà isolanti.
T2D dichiara inoltre che la miscela della malta viene prodotta in impianti a emissioni zero e utilizza sfere di vetro riciclate.
Che ruolo svolge la farina di legno nel laterizio?
La farina di legno non rimane fisicamente all’interno del blocco finito. Viene aggiunta all’impasto di argilla prima della cottura e, durante il processo produttivo, brucia creando microcavità.
Questi piccoli vuoti trattengono aria, che possiede una bassa conducibilità termica quando rimane racchiusa in camere di dimensioni ridotte.
La microporizzazione consente quindi di alleggerire il laterizio e di migliorarne il comportamento termico senza inserire pannelli isolanti all’interno del blocco.
Secondo i dati tecnici pubblicati da T2D, il blocco in laterizio a setti sottili presenta una conducibilità inferiore a 0,100 W/mK. La malta termica Respira® raggiunge invece una conducibilità dichiarata pari a 0,160 W/mK.
L’utilizzo di una malta termicamente compatibile con il blocco è importante perché i giunti possono rappresentare punti di discontinuità nella muratura. Un blocco performante posato con una malta inadatta rischia infatti di perdere parte dei propri vantaggi proprio nei collegamenti tra gli elementi.

Perché utilizzare la calce naturale?
La calce naturale è un materiale tradizionalmente impiegato nelle murature e negli intonaci grazie alla sua compatibilità con i supporti minerali e alla capacità di favorire il passaggio del vapore.
Una parete traspirante non deve essere immaginata come una superficie attraversata liberamente dall’aria. Il termine indica soprattutto la capacità dei materiali di consentire la diffusione del vapore acqueo senza creare barriere eccessivamente impermeabili.
La gestione dell’umidità è importante perché il vapore prodotto all’interno degli ambienti può migrare attraverso la parete. Se incontra strati freddi o poco permeabili, può condensare e favorire la formazione di umidità o muffe.
La calce naturale e il laterizio possiedono una struttura porosa che permette alla muratura di assorbire temporaneamente parte dell’umidità e rilasciarla quando le condizioni ambientali cambiano.
T2D descrive questo comportamento come un effetto di regolazione termo-igrometrica, capace di contribuire all’equilibrio tra temperatura e umidità degli ambienti interni.
Una parete monostrato è davvero più sostenibile?
Una parete monostrato utilizza un unico elemento principale per assolvere più funzioni: chiusura dell’edificio, isolamento termico, inerzia e supporto per le finiture.
Questo approccio può ridurre il numero di materiali e lavorazioni necessarie rispetto a una parete composta da numerosi strati differenti.
Una stratigrafia semplice può offrire diversi vantaggi:
- minore complessità progettuale;
- riduzione delle interfacce tra materiali;
- posa più lineare;
- maggiore facilità di controllo in cantiere;
- minori rischi di incompatibilità;
- manutenzione più semplice;
- migliore separazione dei materiali a fine vita.
Non significa che ogni parete monostrato sia automaticamente più sostenibile di qualsiasi sistema multistrato. La valutazione deve comprendere l’intero ciclo di vita, la provenienza dei materiali, il consumo energetico, la durata e le prestazioni dell’edificio.
La Parete Respira ecologica, tuttavia, punta a ottenere isolamento e comfort attraverso la struttura stessa del laterizio e della malta, limitando la necessità di aggiungere un cappotto esterno.
Secondo T2D, alcune configurazioni raggiungono valori di trasmittanza fino a 0,18 W/m²K e possono essere utilizzate come tamponamento monostrato senza cappotto nelle diverse zone climatiche italiane, naturalmente dopo la verifica del progetto e dei requisiti applicabili.
Quali vantaggi offre in estate?
L’efficienza energetica non riguarda soltanto il riscaldamento invernale. Negli ultimi anni il comportamento estivo degli edifici è diventato sempre più importante a causa dell’aumento delle temperature e dell’utilizzo crescente degli impianti di climatizzazione.
Una parete con elevata massa riesce ad assorbire parte del calore esterno e a ritardarne il passaggio verso l’interno.
Questo fenomeno viene definito sfasamento termico. Indica il tempo necessario affinché il picco di temperatura registrato sulla superficie esterna produca i propri effetti sul lato interno.
T2D dichiara per Parete Respira® uno sfasamento superiore alle 27 ore e una massa superficiale che può arrivare fino a 365 kg/m², in base alla configurazione scelta.
In termini pratici, la parete contribuisce a limitare il rapido surriscaldamento degli ambienti durante le ore più calde. Il beneficio reale dipende comunque dall’intero edificio: orientamento, finestre, schermature solari, ventilazione e copertura continuano a svolgere un ruolo fondamentale.
Nessuna parete, per quanto evoluta, può compensare da sola una vetrata enorme esposta a ovest senza una tenda. La fisica tende a essere poco sensibile all’ottimismo degli architetti.
Quali vantaggi offre durante l’inverno?
Durante i mesi freddi una parete esterna deve limitare la dispersione del calore prodotto dagli impianti.
La presenza di numerose camere d’aria all’interno dei blocchi riduce la conduzione termica. L’aria, quando rimane confinata in piccoli spazi e non genera movimenti convettivi significativi, costituisce infatti un buon isolante.
La continuità tra blocco e malta termica contribuisce inoltre a mantenere più uniforme la prestazione della muratura.
Una parete ben isolata permette di:
- ridurre le dispersioni;
- mantenere più stabile la temperatura interna;
- limitare la sensazione di parete fredda;
- ridurre i consumi per il riscaldamento;
- migliorare il comfort percepito.
Parete Respira® è indicata da T2D come una soluzione utilizzabile anche per edifici a energia quasi zero, in funzione della configurazione progettuale complessiva.
Ecologico significa anche durevole?
La sostenibilità di un edificio dipende anche dalla sua durata. Un materiale con un impatto iniziale contenuto ma destinato a essere sostituito dopo pochi anni può risultare meno conveniente di una soluzione capace di mantenere le proprie prestazioni nel tempo.
Il laterizio è un materiale minerale stabile, resistente all’umidità e non soggetto a degrado biologico. Non viene attaccato da insetti e non perde facilmente la propria forma o consistenza.
La parete monostrato riduce inoltre il numero di componenti sovrapposti che potrebbero distaccarsi, deteriorarsi o richiedere manutenzione.
La durata non dipende però soltanto dal blocco. Servono una progettazione corretta, una posa accurata, giunti continui e finiture compatibili con la traspirabilità della muratura.
Applicare un rivestimento completamente impermeabile sopra una parete progettata per gestire il vapore significa utilizzare un buon sistema e poi impedirgli di funzionare. Un capolavoro di incoerenza costruttiva, purtroppo non rarissimo.
La Parete Respira ecologica è anche sicura?
La sicurezza di una parete riguarda sia il comportamento strutturale sia la reazione al fuoco.
Il laterizio è un materiale incombustibile. T2D indica per gli elementi della Parete Respira® la classificazione in Euroclasse A1, cioè la classe riservata ai materiali che non contribuiscono all’incendio.
La configurazione con blocchi a fori verticali permette inoltre alla malta di penetrare nelle cavità, creando un ingranamento tra gli elementi e aumentando la resistenza a taglio della muratura.
Per le applicazioni portanti in zona sismica devono naturalmente essere utilizzati i prodotti specifici e rispettate le verifiche previste dalle Norme Tecniche per le Costruzioni.
La denominazione commerciale non sostituisce mai il progetto strutturale. La parete deve essere dimensionata in base alla zona sismica, alla geometria dell’edificio, ai carichi e alla tipologia di struttura.
Quando conviene scegliere questo sistema?
Una Parete Respira ecologica può essere valutata quando si desidera realizzare un edificio con:
- muratura monostrato;
- buone prestazioni termiche;
- elevata inerzia estiva;
- materiali minerali e naturali;
- buona traspirabilità;
- riduzione degli strati costruttivi;
- resistenza al fuoco;
- stabilità delle prestazioni nel tempo.
La scelta deve comunque essere effettuata insieme al progettista, verificando il tipo di blocco, lo spessore, la trasmittanza, la funzione portante o di tamponamento e la compatibilità con le finiture.
È inoltre necessario curare con attenzione i nodi costruttivi, come collegamenti con pilastri e solai, architravi, davanzali, cassonetti e attacchi a terra.
Una parete può avere ottimi valori dichiarati, ma se i dettagli vengono risolti male il calore troverà comunque il punto più facile da attraversare. Non per cattiveria: semplicemente la fisica fa il proprio lavoro meglio di molti cantieri.
Perché sostenibilità e prestazioni devono procedere insieme?
Costruire in modo ecologico non significa rinunciare alla sicurezza, alla durata o al comfort.
La Parete Respira ecologica nasce dall’integrazione tra materiali tradizionali e soluzioni tecniche evolute: argilla microporizzata, farina di legno, calce naturale e sfere di vetro collaborano per realizzare una muratura monostrato capace di isolare, accumulare calore e gestire il vapore.
Il valore del sistema non dipende quindi da un singolo ingrediente, ma dalla coerenza tra blocco, malta, posa e progetto.
Una casa sostenibile non è quella che contiene il maggior numero possibile di materiali definiti “green”. È quella che consuma meno, dura a lungo e garantisce condizioni interne confortevoli senza richiedere continui interventi correttivi.