• giovedì , 13 dicembre 2018

Daniele Montagner, continua la ricerca musicale con gli Ensemble Voyagers

 

Tra gli esperti del settore che operano continuamente in questo ambito vi sono sicuramente i membri di Ensemble Voyagers, un collettivo aperto di musicisti di livello creato da Daniele Montagner, da anni impegnato nella ricerca musicale di brani antichi e di tradizioni particolari.

Un esempio della produzione musicale di Ensemble Voyagers è certamente quella di Two songs from Okinawa, realizzata con la collaborazione di Shinobu Kikuchi Manu Saladino.

Le Okinawa songs interpretate dall’Ensemble non derivano dalle opere di sakamoto, a cui vengono spesso erroneamente attribuite. Si tratta di brani in grado di aprire i sensi ed espandere la riflessione personale, studiando tradizioni extra-europee e unendole alla tecnica di strumenti diversi.

L’ultimo progetto di Ensemble Voyager di più recente pubblicazione è però Chanson Balladeé, un passo in più rispetto allo studio della musica medievale verso la musica del Rinascimento.

Prendendo confidenza con la reinassance musicale più celebre, l’Ensemble ha studiato questo brano antico già sfruttato come sigla dell’Almanacco del Giorno Dopo su TV RAI ed è stato scritto in questa versione da Antonino Riccardo Luciani come omaggio musicale. Non si tratta invece di una revisione dell’opera del noto compositore dell’Ars Nova francese Guillaume de Machaut.

In Chanson Balladée le abilità nel flauto di Daniele Montagner si uniscono alla ritmica perfetta di Manu Saladino e al trombone barocco di Floriano Rosini.

Si tratta di una catarsi acustica di gran pregio, un elemento prezioso per tutti gli amanti della musica più ricercata e rara. Questo prodotto musicale è un risultato eccellente di uno studio su larga scala di più tradizioni.

Chanson Balladée il più recente frutto degli Ensemble Voyagers.

Oltre alla Chanson, la musica dell’Ensemble Voyagers è certamente nota anche per i brani Due Sonetti di Dante, che sono stati presentati lo scorso 14 ottobre al teatro filo drammatici a Milano. Si tratta di due brani ispirati a due sonetti di Dante elaborati grazie alla maestria del compositore Paolo Coggiola.

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