• mercoledì , 21 novembre 2018

Cannabis legale: cosa prevede la legge italiana

Cannabis legale in Italia si o no? Una domanda a cui molti tentano di trovare una risposta e oggi cercheremo di scoprire assieme cosa prevede la legge italiana in merito, soffermandoci sule finalità della cultura di canapa autorizzate e la circolare Salvini.

Cosa prevede la legge

In base alla legge italiana è possibile coltivare canapa, cannabis sativa, utilizzando sementi registrate nell’Unione Europea che presentino un contenuto massimo di thc pari allo 0,6 per cento. Innanzitutto partiamo con dire che thc è l’acronimo di tetraidrocannabinolo, ed è uno dei maggiori principi attivi della cannabis ed è l’unico cannabinoide ad avere proprietà psicoattive. In parole povere è possibile coltivare la canapa purché presenti un principio attivo di cannabis molto basso.

In particolare la percentuale di thc nelle piante può oscillare tra lo 0,2 e lo 0,6 per cento senza rischiare di incorrere in alcun tipo di problema. Se la percentuale di thc dovesse superare la soglia dello 0,6 per cento, invece, l’autorità giudiziaria può decidere di disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, escludendo in ogni caso la responsabilità dell’agricoltore.

Lo scopo della normativa, infatti, è quello di favorire la coltivazione della canapa come coltura da rotazione che possa contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione della desertificazione e alla perdita di biodiversità.

Finalità della coltura della canapa

Secondo la legge italiana sulla cannabis legale, è possibile procedere alla coltivazione della canapa purchè abbia le seguenti finalità:

  • coltivazione e trasformazione;
  • incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali;
  • sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale;
  • produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori;
  • realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

Cos’è la segnalazione di coltivazione

La legge sulla cannabis legale non cita alcun tipo di autorizzazione da dover richiedere nel caso in cui si intenda coltivare la canapa con valori di thc compresi nella normativa. Tuttavia, il Ministero delle Politiche Agricole suggerisce di effettuare una segnalazione alle autorità più vicine, come carabinieri, polizia, questura, indicando il tipo di coltivazione che si intende intraprendere. In questo modo è possibile evitare possibili sorprese spiacevoli.

Dato che non è previsto nulla in merito, è possibile segnalare la coltivazione di canapa in carta semplice, segnalando la tipologia di coltivazione, la quantità di semente acquistata e, eventualmente, allegando copia del cartellino della semente comprata e della relativa fattura.

 Circolare Salvini

 La legge sulla cannabis legale offre la possibilità di coltivare canapa con thc superiore allo 0,2 per cento, con limite di tollerabilità fino allo 0,6 per cento. In particolare, facendo riferimento alla circolare del Ministero dell’Interno, questa tollerabilità riguarda solamente i coltivatori. Proprio per questo motivo non è possibile vendere cannabis con livelli di thc superiori allo 0,2 per cento. La cannabis contenente lo 0,5 per cento di thc, infatti, viene ritenuta sostanza stupefacente.

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